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Carissimi Amici di Casa Lanteri, Il Signore vi benedica ed accompagni il vostro cammino incontro al Risorto! L’itinerario quaresimale, iniziato il Mercoledì delle Ceneri, continua per tutto il mese di marzo e ci conduce fino alla soglia della Pasqua del Signore, che celebreremo con gioia nella solenne Veglia Pasquale, l’ultimo giorno di questo mese. Le formule, suggerite dalla Liturgia per l’austero segno dell’imposizione delle Ceneri, ci aiutano a meglio comprendere il senso di questo cammino penitenziale. La prima: “Ricordati che sei polvere ed in polvere ritornerai” ci esorta a considerare la brevità della nostra vita e la sostanziale precarietà della natura umana. Rappresenta così un ottimo punto di partenza per convincerci della necessità di un profondo rinnovamento della mente e del cuore e per accogliere con animo grato e riconoscente l’esortazione, ben più pregnante ed impegnativa, espressa dalla seconda formula: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Se ci fermassimo soltanto alla considerazione della nostra naturale fragilità, che accomuna tutti gli uomini nell’inevitabile destino di morte e di dissoluzione, potremmo essere portati a rinchiuderci in un’abissale tristezza che ci paralizza, facendoci riconoscere l’inutilità di ogni nostro gesto. D’altra parte, è proprio questo pericolo, in cui spesso siamo tentati di cadere, che ci fa comprendere con maggiore lucidità il Dono che con la sua croce Nostro Signore Gesù Cristo è venuto a portarci: la liberazione dal peccato e dalla morte, per rinascere insieme con Lui ad una vita che non avrà più fine. Ed è solo accogliendo con trepidante riconoscenza l’invito a camminare dietro a Lui, in un continuo itinerario di conversione, che possiamo aprirci alla speranza che la morte non sia l’ultima parola sulla nostra pur precaria esistenza. E questa è la potenza del Vangelo, la potenza delle Risurrezione, che raggiunge ogni persona di questo mondo, che raggiunge tutti coloro che si aprono alla salvezza di Dio, offertaci nel suo Figlio. E, quando ci apriamo alla salvezza, accade in noi quell’esperienza espressa nell’esortazione che abbiamo già ricordato: “Convertitevi e credete al Vangelo”, l’esperienza della conversione. Forse, la parola “conversione” potrà spaventare alcuni di noi, potrà far pensare a quei grandi cambiamenti nella vita dei santi, che producono effetti strabilianti. In realtà essa esprime l’esperienza che tutti siamo chiamati a fare, perché conversione significa molto semplicemente “svolta”, cambiamento di rotta, cambiamento di mentalità e di orizzonti; un cambiamento che parte da una situazione di vita chiusa in sé, di un’esistenza egoista, per condurci alla vera purificazione dal peccato e portarci ad avere nel nostro cuore gli stessi sentimenti di Cristo: umiltà, servizio, amore, dono di sé. Si tratta di un cammino certamente non facile, né breve; ma quello che ci rassicura è che in tale percorso non è il nostro sforzo che conta, anche se il nostro impegno morale e ascetico ed il nostro coinvolgimento rimangono necessari e fondamentali; ma è la Grazia stessa di Dio, la potenza della Risurrezione che può cambiare davvero il nostro “cuore di pietra”. Per questo siamo chiamati in questo tempo ad implorare, con maggiore consapevolezza e con speranza vera, l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, perché tolga anche il nostro peccato. Ci conforta il pensiero che la nostra Madre Maria non ci abbandona ed implora con noi e per noi il suo amatissimo Figlio, perché possiamo anche noi finalmente compiere il “santo passaggio” ed entrare pienamente nella Pasqua del Signore! Allora potremo far nostre con verità le parole della liturgia pasquale ebraica e cristiana: Egli ci ha fatti passare: dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla redenzione. Perciò diciamo davanti a Lui: Alleluia!” A tutti voi l’augurio di un buon cammino verso la prossima Pasqua! Con grande affetto p. Carlo, omv |
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Carissimi Amici di Casa Lanteri, Cristo, Luce del mondo, illumini e faccia risplendere la nostra vita! Nel mese di febbraio siamo chiamati a celebrare momenti veramente fondamentali per il nostro cammino di fede. Innanzitutto c’è la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, conosciuta tradizionalmente come “Candelora”, festa della Luce che tutti ci illumina e in cui prende senso e valore il dono della vita. E a celebrare questo dono incomparabile è dedicata la prima domenica di questo mese, Giornata Nazionale per la Vita. Questa Giornata, voluta ed istituita da San Giovanni Paolo II, è giunta al suo 40mo anniversario ed ha suscitato e sostenuto lungo questi anni l’impegno di vari gruppi ed associazioni, formati da persone che profondono tutte le loro energie e competenze nella difesa e promozione della vita, dallo stato nascente alla sua fine naturale. In effetti, oggi, forse più che ai tempi di Erode, la vita è seriamente minacciata, sopratutto per il continuo diffondersi di ideologie nefaste, che comportano una visione della persona e della libertà umana come realtà pienamente autonome ed assolute, senza alcun riferimento a ciò che è veramente assoluto e totalmente autonomo in senso pieno: Dio, la Verità. Molte persone (e purtroppo anche molti credenti) sono così portate a cercare il benessere e l’utilità immediata, piuttosto che il vero Bene ed il fine ultimo per il quale l’uomo è stato creato. Ma, se ci fermiamo un momento a riflettere sulla vita come dono e compito posto nelle nostre mani, vediamo chiaramente che tutte queste ideologie, pur rivestite di pretese di libertà, di dignità e di amore, conducono inesorabilmente alla morte. Gesù ci ha rivelato, con la sua parola e con il dono della sua stessa vita, che Dio è Amore; ed è in questo Amore senza limiti che la nostra vita deve essere accolta, custodita, curata… Una vita che non ha fine, perché in Gesù Risorto anche la morte è stata vinta e riportata al suo senso originale di incontro definitivo con il nostro Signore e Creatore. E, proprio pensando a questo incontro definitivo, in cui saremo giudicati sull’Amore, scopriamo che la nostra vita ha senso solo se sapremo rispettarne il valore di dono e quindi donandola a nostra volta con amore alle persone che il Signore pone sul nostro cammino. In questa luce di amore e di aiuto reciproco celebreremo poi la Giornata Mondiale del Malato, nella Memoria di Nostra Signora di Lourdes, che in quest’anno cade di domenica. Il Vangelo della Vita ci ricorda ancora una volta che anche nel momento del dolore e della sofferenza non siamo abbandonati a noi stessi, ma sempre il Signore ci si fa vicino attraverso il sorriso e l’aiuto di fratelli, che dedicano tempo ed energie per confortarci e sostenerci, contribuendo a guarire le ferite del cuore. Certo, per accogliere in maniera adeguata e con gioia questo Vangelo della Vita, abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalità e del nostro usuale modo di agire, che parta da una vera conversione del cuore. Siamo invitati perciò a seguire il cammino che anche quest’anno ci viene proposto dal Tempo di Quaresima, che inizierà il 14 febbraio con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri. Compagni di viaggio in questo percorso, che ci prepara a vivere con gioia nuova la Pasqua del Signore, saranno i Santi Francesco e Giacinta che ricorderemo con un triduo di preghiera, che inizierà sabato 17 febbraio, quando, insieme con i bambini del catechismo delle parrocchie vicine, porteremo processionalmente le statue dei Pastorelli dalla Cripta al Santuario. Carissimi, come vedete, gli appuntamenti di questo mese sono molteplici ed impegnativi. Ma, come sempre, confidiamo sulla vostra sicura collaborazione e soprattutto sulla materna protezione della Beata Vergine, a cui ci affidiamo con affetto di figli. Con grande affetto p. Carlo, omv
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![]() Dall’Omelia di Benedetto XVI Basilica di San Giovanni in Laterano, Adorare il Dio di Gesù Cristo, fattosi pane spezzato per amore, è il rimedio più valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all’Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo Sacramento, perché in esso sappiamo e crediamo essere presente l’unico vero Dio, che ha creato il mondo e lo ha tanto amato da dare il suo Figlio unigenito (cfr Gv 3,16). Ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l’uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi. Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c’è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all’immenso universo come alla più piccola creatura, all’intera storia umana come alla più breve esistenza. L’adorazione è preghiera che prolunga la celebrazione e la comunione eucaristica e in cui l’anima continua a nutrirsi: si nutre di amore, di verità, di pace; si nutre di speranza, perché Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma. Ecco perché radunarci, camminare, adorare ci riempie di gioia. |
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![]() Pubblichiamo una serie di preghiere redatte durante un corso di Esercizi Spirituali dagli esercitanti. Alla fine del corso di Esercizi, infatti, gli Esercitanti sono invitati a redarre una preghiera che esprima in sintesi l’esperienza personale vissuta.
Signore, innanzitutto voglio ringraziarTi Signore, innanzitutto voglio ringraziarTi per avermi dato l’opportunità di frequentare la Seconda Settimana degli Esercizi Spirituali ignaziani, fa che le lezioni cui ho assistito, le funzioni cui ho partecipato e le mie contemplazioni sui vari passi evangelici scelti, producano frutti. lascino tracce profonde nel mio cuore e mi aiutino ad operare sempre meglio nella vita di ogni giorno. Aiutami a saper restituire molto del tanto che ho ricevuto nel corso della mia lunga vita. Rafforza la mia fede, abbi misericordia di me, concedimi un cuore generoso rendimi umile e disponibile verso che ha bisogno, assistimi nell’ora della mie morte, proteggi i miei cari e dai pace ai miei defunti. Aiuta tutti quelli che hanno condiviso con me questa bella esperienza, il direttore del corso padre Armando e tutta la Casa di Spiritualità per l’accoglienza riservataci . Con l’intercessione della Vergine Maria fà che possa risuonare nelle mie orecchie forte e chiaro: Francesco… non temere…. continua a portare la tua croce e seguimi Ancora grazie Signore
Stanco e sereno come dopo una battaglia Stanco e sereno come dopo una battaglia, vengo a ringraziarti, Signore. Ho portato con me, arrivando, acqua stagnante e me ne vado con l’acqua pura della Tua amicizia, che oggi hai trasformato in vino da bere “stando con te”. Grazie per avermi fatto riscoprire tutto quello che sapevo già: che mi ami, che vuoi essere mio amico, che mi hai scelto perché stessi con Te; perché Tu vuoi stare con me e ci vuoi stare sempre, abitando nel mio cuore, dove Ti posso trovare costantemente, se lo mantengo Tuo! Signore, Ti affido quello che sono, per farne quello che Tu vuoi che sia. L’hai fatto a Cana, lo hai fatto con i Tuoi apostoli, l’hai fatto con tanti santi che Te l’hanno lasciato fare facendo semplicemente quello che Tu dicevi loro. Per intercessione di Maria, mi affido a Te, perché per “nulla è impossibile a Dio” e so che Tu porterai a compimento quello che in me hai intrapreso.
Grazie, Signore Dio Grazie, Signore Dio, per questa esperienza di Esercizi Spirituali e per questo incontro prolungato di preghiera: raccoglimento, apertura e unione con te. Grazie per la rinnovata coscienza della mia vocazione religiosa, di quello che sono. Concedimi la grazia di una maggiore fedeltà, dell’amore generoso, della gioia e del compiacimento continuo nella tua intimità.
Signore Gesù ti voglio ringraziare Signore Gesù ti voglio ringraziare per la luce e l’amore che mi hai donato in questi esercizi. Mi occorre pazienza per essere generoso con i fratelli che mi hai affidato. Grazie di essere stato con te. Voglio anch’io mettere l’acqua nelle giare per fare in modo che tu le possa trasformare in vino con l’aiuto di Maria. Grazie Gesù per questi giorni che mi hai dato per stare insieme, grazie per l’opportunità di stare a questo luogo dove tutto e disposto per aiutarci a incontrarci con Te. Grazie dello tuo sguardo profondo che mi conosce, mi purifica, mi conferma e mi innamora. Grazie per essere lo stesso Gesù che ho conosciuto e del quale mi sono innamorata 24 anni fa… ma allo stesso tempo, grazie perché mi fai rendermi conto che non ti conosco abbastanza: non conosco l’immensità del tuo amore, della tua bellezza, della tua luce. Grazie perché mi inviti a partecipare della tua stessa vita qui, e anche a partecipare della tua vita in pienezza il giorno che Tu mi chiami definitivamente. Ti chiedo che mi faccia appartenerti ogni giorno di più, e che la mia vita unita alla Tua, possa rendere frutti di vita eterna. Amen.
PREGHIERA A GESÙ Amato Gesù anche stavolta Sicura che io ti amassi, Restiamo vicini e scaldiamo i cuori |
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Carissimi Amici di Casa Lanteri, eccoci di volata a febbraio, l’evento più significativo che abbiamo vissuto a Casa Lanteri nel gennaio che è fuggito via è stato il corso di Esercizi Spirituali svoltosi dall’8 al 14. Vi hanno partecipato due laiche consacrate, quattro laici e sette giovani sacerdoti, due diocesani e cinque religiosi: un bel gruppo davvero! Sotto li potete vedere nella foto insieme anche alla nostra équipe: Le Suore OMVF sr Anna e sr Agata (Sr Mary era in famiglia nella sua America) e Manuela Costa. Vi dirò che questo corso mi ha emozionato non poco per due motivi. il primo perché si trattava di una modalità di corso che non avevamo mai sperimentato in passato: svolgevamo il canovaccio della prima parte della Seconda Settimana Ignaziana. Il cammino ignaziano prevede infatti quattro tappe che vengono chiamate “Settimane” in quanto la durata totale del corso completo è di più o meno trenta giorni, ma le singole tappe non sono di sette giorni, ma ognuna ha una durata tutta sua e la Seconda Settimana è la più lunga. Il secondo motivo perché in questo corso abbiamo cambiato la modalità delle proposte con un orario completamente nuovo che dava più spazio al silenzio e all’adorazione personale e meno al direttore per le istruzioni. Posso dire con gioia che il buon Dio ci ha benedetti alla grande e le risonanze degli Esercitanti al termine del corso sono state tutte entusiastiche: Deo gratias! Il treno poi delle attività ordinarie di formazione spirituale sono proseguite normalmente. Lunedì 29 gennaio abbiamo ricordato in Santuario il nostro piccolo fratel John Reese OMV (1935 †1917) che proprio un anno fa ci lasciava per tornare alla casa del Padre, purtroppo non ho potuto concelebrare la s. Messa con i miei confratelli perché proprio quel giorno sono stato colpito da un’indisposizione che mi ha bloccato in camera per diversi giorni. Cliccando qui potete accedere alla pagina del nostro Foglio di Collegamento che fu redatta in occasione della sua morte e lì potete trovare cenni biografici della sua vita e anche un breve video che registrai al suo letto di ospedale due giorni o un giorno prima che morisse, è veramente da vedere, non potrete non piangere dalla commozione per la sua semplicità e innocenza! Dio l’abbia in gloria!
Invito tutti voi a partecipare, se potete, al Fine Settimana Spirituale di Quaresima che si terrà dal 2 al 4 marzo prossimi, che avrà come tema “MARCO E IL SUO VANGELO”. Ricordo a chi non potesse parteciparvi che, a Dio piacendo, c’è sempre la possibilità di parteciparvi via streaming o anche ascoltando le registrazioni che metteremo nel nostro sito. Chi volesse può anche partecipare a singole conferenze, ma in questo caso chiediamo che si avverta previamente la Segreteria (06 2266016). Da questo numero ho pensato di dedicare una pagina del nostro Foglio di Collegamento alle preghiere che i nostri Amici e Amiche scrivono durante un corso di Esercizi Spirituali. Infatti sono di una ricchezza unica. Per questo invito chi avesse fatto in passato un corso di Esercizi e avesse scritto in quel tempo una preghiera, di inviarmela che così la pubblicheremo. Grazie! Ora vi lascio alla lettura del nostro Foglio. Dio vi benedica tutti P. Armando omv
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Carissimi Amici, il brano che mi ha più toccato il cuore di questo mese è il Vangelo della V Domenica del Tempo Ordinario, che ci viene presentato Domenica 4 Febbraio. Ci propone la guarigione della suocera di Simone e poi questo racconto della vita di Gesù. Marco ci mostra Gesù che guarisce e che si ritira per pregare in un luogo deserto. Non si è risparmiato alla folla bisognosa e implorante e mi piace immaginarlo mentre guarisce, con quale dolcezza risana e con quale autorità comanda ai demòni… essi lo conoscevano, aggiunge Marco. Quanti di noi “chiacchierano di Gesù”, ma non si prendono la briga di approfondire, meditare, contemplare la Parola e l’insegnamento magisteriale della Chiesa. L’evangelista mostra Gesù che non permette di svelare al mondo ancora Chi è, si tratta nel segreto messianico. Ma ciò che più mi intenerisce il cuore sono Simone e gli altri che si mettono sulle sue tracce per trovarlo. Come se mettessero i piedi sulle sue orme… Cercano Colui che li ha cercati e trovati… e lo trovano. Gli riferiscono che tutti lo cercano!. Sapete, per anni questa frase mi ha un po’ infastidito perché probabilmente lo cercavano per essere guariti, quasi come degli opportunisti e non per il Suo messaggio o per amore, ma oggi questa folla che lo cerca mi fa tenerezza. E anzi, mi piacerebbe poter dire a Gesù la stessa cosa: “Tutti ti cercano”, a prescindere dal motivo. Sembra infatti, nel mondo di oggi, che ben pochi si prendano la briga di cercarlo, come se il mondo potesse dare pace vera… e infatti governa l’ansia e il malumore. E magari, aggiungo, lo cercassimo tutti per essere guariti dal peccato, da quel peso enorme che si sente nel cuore quando pensiamo che siamo noi a governare la barchetta della nostra vita e ci dimentichiamo che lo fa Lui e molto meglio di noi, sempre che ci ricordiamo di lasciargli il timone. Altra frase pazzesca che mi sembra una pugnalata è la risposta di Gesù: “Andiamocene altrove”. Mi ricorda l’altra: “In verità non vi conosco”… La motivazione però, mi scalda il cuore, perché, non essendo ancora risorto e salito al cielo e avendo un corpo fisico come noi, poteva stare in un posto alla volta fisicamente e doveva predicare anche altrove. È una consolazione grandissima per me, perché ho la certezza ferma che non dirà mai: “Andiamocene altrove” dal mio cuore. MAI! Dal giorno del Battesimo in cui la Trinità Santissima è scesa nel profondo del mio e vostro spirito, in quel luogo inaccessibile a tutto il resto, è lì e ci rimarrà per sempre! E sapete, da lì mi cerca e ci cerca, sussurra e chiama, qualche volta mi sembra che alzi anche la voce, con autorità e dolcezza, ma mai per umiliare, per trovarci e farsi trovare… e gli piace nascondersi, come diceva San Giovanni della Croce, per farsi cercare e trovare, con la tenerezza di un Bambino. Buona Quaresima, Amici miei, non dimentichiamoci, con l’aiuto della Vergine Maria, di ritirarci nel luogo deserto del nostro cuore, metterci sulle Sue tracce, cercarlo e trovarlo e, quando siamo lontani, facciamoci trovare. È il nascondino dell’amore! Tania Giovannoli
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